Viaggio senza ritorno
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Simbologia dello scorrere dell'esistenza in questa introspettiva e dolorosa poesia di Rasimaco, dove i ricordi sembrano appartenere al regno della morte, diventati oramai soltanto ombre in un tramonto di tristezza. La seconda quartina in particolare sta - direi tragicamente, in senso esistenziale - a definire l'inconsistenza delle memorie, oramai un niente sotto una fredda lapide. In tale camposanto di ricordi, i cipressi, anch'essi un simbolo cimiteriale, impassibili nel loro distacco dalle vicende della nostra vita, "guardano \ i tanti viaggi senza ritorno", accennando nel loro movimento al vento un cenno di saluto. In quel refolo che ad essi scompiglia la chioma, alla fine, leggo l'unico leggero squarcio di luce nel buio generale...
Di un'impareggiabile grazia questa lirica in cui i ricordi "sono quei qualcuno diventati ombre al tramonto" e dove la vita fugge "ed è subito sera". Struggente il l'immagine della simbiosi con la natura nei "cipressi che accennano ad un commiato " nel viaggio senza ritorno e vegliano il riposo di chi non poggia più passi sull'umano sentiero. Una poesia che segnalo e che rende onore al Sito.


