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Morte 15 marzo 2013 · lettura 1 min · 2621 letture

Viaggio senza ritorno

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Quanto passato tra questi capelli grigi, non stupirti dei ricordi sono quei qualcuno diventati ombre al tramonto. Un niente sotto una lapide un’idea ad illuminare il respiro presenza ed assenza il pensiero che diventa freddo nel toccare terra. Ed i cipressi impassibili guardano i tanti viaggi senza ritorno, sorridono dall’alto accennando un saluto mentre un refolo scompiglia loro la chioma.
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Rasimaco

unaquaeque hora inveniat te pingentem aeternitatem

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Commenti (2)

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Lorenzo Crocetti16 marzo 2013

Simbologia dello scorrere dell'esistenza in questa introspettiva e dolorosa poesia di Rasimaco, dove i ricordi sembrano appartenere al regno della morte, diventati oramai soltanto ombre in un tramonto di tristezza. La seconda quartina in particolare sta - direi tragicamente, in senso esistenziale - a definire l'inconsistenza delle memorie, oramai un niente sotto una fredda lapide. In tale camposanto di ricordi, i cipressi, anch'essi un simbolo cimiteriale, impassibili nel loro distacco dalle vicende della nostra vita, "guardano \ i tanti viaggi senza ritorno", accennando nel loro movimento al vento un cenno di saluto. In quel refolo che ad essi scompiglia la chioma, alla fine, leggo l'unico leggero squarcio di luce nel buio generale...

Marina Pacifici17 marzo 2013

Di un'impareggiabile grazia questa lirica in cui i ricordi "sono quei qualcuno diventati ombre al tramonto" e dove la vita fugge "ed è subito sera". Struggente il l'immagine della simbiosi con la natura nei "cipressi che accennano ad un commiato " nel viaggio senza ritorno e vegliano il riposo di chi non poggia più passi sull'umano sentiero. Una poesia che segnalo e che rende onore al Sito.