Per chi vive il mare
Angela Fragiacomo
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Sto per lasciarti ancora
e ti ritrovo
ancora
imponderabile
sotto lo sguardo distratto delle torri
intagli d’occhi e brecce
e pure, la vista non ti merita
– non ti segna il molo, inchiodato alla carne
cosa trattiene la presa costante – a riva?
Come può bastarti questo?
Ti appartengo – dici –
ché ora è ingiusto e privo il mio pentimento.
Non voglio andare – non voglio andare!
Invidio il faro – la solidità della luce
che fin qui mi segue.
Il sole rabbocca la nuca lucente
e d'improvviso rammento: sei bellissima!
Tua, dunque?
Dimmi, è questo che mi duole?
Via via!
Non ti scorgo! Ti copre ogni logica ed ecco, lontano
riprendere forma l’incompiuto
materia offesa
d’idiozia.
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L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (2)
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Rosita Bottigliero16 marzo 2013
Il mare è l'essenza della vita e in ogni perimetro del suo ondeggiare riflette nei meandri del cuore... ...versi dolcissimi e delicati...
Paola Galli17 marzo 2013
è ! un lasciarsi momentaneo e doloroso che ogni volta è già ritrovarsi! un lasciarsi per necessità che è estraneo ad ogni logica di passione... il non voler andare che spinge a trovare ogni pretesto, ogni parola, ogni dolcezza perché la separazione sia più indolore possibile! molto intensa!


