"Il Re delle strade vuote"
Stefano Drakul Canepa
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mento discordie
se è solo pioggia nera
di strade vuote (D)
Io sono il Re delle strade vuote,
la pioggia che scivola lentamente
sulla terra in cerca di un silenzio,
il buio dell'alba lieve come il mare
Io sono i passi del mattino scuro
dopo una notte di labbra rosse,
prima classe attraversata in nero
su un treno che non ha fermate
Io sono il Re delle speranze uccise
la neve fuori stagione già sciolta
senza le orme a far da sponda
sui sentieri ribelli alle luci spente
Lei mi attende in ogni cielo grigio,
non ha pietà per cose abbandonate
al ruvido ricamo dei giorni andati
a far da pena ai volti sconosciuti
Io sono il Re delle stanze chiuse,
non ho che tormenti fra i sogni
e liquidi fantasmi spesi a tempesta
sulle notti brevi nel calore sudato
dai temporali che tremano la nebbia.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Francesco Rossi17 marzo 2013
Re delle strade vuore dove quando scendono le ombre della sera tutto pare tacere e il silenzio del poeta diventa sempre più loquace non è che il transfert che riporta alla luce della memoria significativi episodi in rapporto alla positività o alla negatività. Un verseggiare di assoluto talento.

