Sopra i tetti
Stefano Sivo
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Cosa c'è di piu sfrontato
di un pensiero
che al risveglio
scuce il respiro
smette la gola
spoglia le ossa
e si rannicchia sotto il letto
aspettando le caviglie
per infierire ancora
dopo i raggi
con la sua morsa che
sbianca le dita
e le mortifica
insieme agli altri fiati
E fosse solo uno
-il pensiero-
invece questi si affollano
-BASTARDI-
guastano arti e schiene
e ti consumano
come la luce consuma le ombre
Non posso più
distrarmi
nel mio sudore
voglio godere del giorno
della mia quiete
che avanza d'inesatti
sopra i tetti i gatti
addormentano la notte
e non si danno peso
del divenire
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L'autore
Stefano Sivo
Commenti (1)
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X Bruna Rossini17 marzo 2013
Realmente avvertibili, intense, le sensazioni trasmesse da questo autore che sempre più frequentemente riesce a colpirmi per l'uso di parole semplici e perfette come la "quiete che avanza d'inesatti".
