Ceneri d'angelo
Adone Raggi
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Di pelle d'argento
nevichi sulle mie ombre
posando calore ruvido
su ghiacce guance.
Coriandoli di perla
cuciono
vestiti nudi
che
schermano stretti
le mie malinconie.
Alzo al cielo
gli occhi della mia anima,
ma
non ti trovo,
forse t'intravedo.
Sbircio nei tuoi spiragli,
protetto da porte
di tenaci reticenze,
catturandoti mentre
cospargi
ceneri d'angelo
sulle nostre
diaboliche debolezze
mortali.
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L'autore
Adone Raggi
Commenti (1)
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Massimiliano Moresco19 marzo 2013
Una poesia davvero interessante grazie all'utilizzo di metafore originali, sparate a raffica che colpiscono tra l'altro per la densità e asciuttezza essenziale per un testo, allo stesso tempo chiaro e oscuro, diretto e enigmatico.

