Statua di solitudine
estro non diede beltà
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Vorresti sgretolare la prigione,
fare evadere la tua giovinezza,
vivere ogni giorno di passione
con un uomo che ti dia sicurezza.
Correre tra la schiuma del mare,
sdraiarti nella sabbia, senza fiato,
con gl'occhi chiusi, lasciarti baciare
da un uomo solo innamorato.
Sentirti un uccello migratore,
di ritorno da luoghi solitari,
nella tua terra piena di colore
dove scordare i giorni amari.
Riaccendere quella fiamma di vita,
oramai ridotta a lumicino,
speranza della tua anima atterrita,
palpitante come cuore di bambino.
Ora che una porta si è aperta,
una voce ti chiama dal giardino,
ti raggomitoli sotto la coperta,
fingi che sia notte e non è mattino.
Lasciami nella tua anima entrare,
chetare la nostra inquietudine,
con carezze e baci, sgretolare
quella statua di solitudine.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
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