Meglio star fuori a guardar fiori
Sbigottito, il frastuono intorno
foglie s'allontanano
cadono
devastante il pensiero s'erge in mente
prendo appunti
mentre ghiaccia il generale inverno
graffio il candore del quaderno.
Descrivo la visione che accade?
La natura che si rinnovella?
Meglio guardarmi
caduco e marcescibile
ad un picciolo legato
nel sottobosco calpestato.
Posso osservare il cielo
i fiumi, il sole, la luna
e le sorelle stelle
posso ancora prendere appunti
colorare di tinte fosche o acquerelli
quel che ogni momento accade.
A iosa avrei esempi
senza guardar la punta delle scarpe
senza stare dentro al golem d'argilla
posso colorar tutto di lilla.
Esterrefatto resto
quando
critico è stare contro
a chi con semplice scritto
per la propria strada tira diritto.
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Commenti (1)
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Patrizia Ensoli20 marzo 2013
Una riflessione molto particolare dove i versi fluidi, con immagini belle di un mondo che è la poesia visiva, riflettono sul fatto che, spesso chi va per la propria strada, semplicemente e senza disturbare il prossimo non è capito! Tante volte, criticato... Perlomeno è quello che mi è arrivato!!
