Auguri papa'
Cappuccio Anna Maria
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Sapevo che un giorno avresti riaperto le valige
per partire ancora...
Sapevo che stavolta ti avrei salutato
abbracciato nascondendo il viso
e le lacrime nel bavero della tua giacca
e poi t'avrei sorriso.
Come me sapevi che il treno
si dirigeva verso l'infinito...
Lacrime trattenute... addii
appena mormorati... Un senso di abbandono
mi pervade impossessandosi della mia anima...
intorno c'è gente sconosciuta... bambini
che seguono con lo sguardo
un palloncino volato via lontano...
Un lungo fischio una voce
che annuncia il suo arrivo...
Papà non partire resta!
La tua mano callosa e rugosa sembra
di velluto quando mi sfiora la guancia...
Abbasso lo sguardo sconfitta
e porgendoti la valigia mi accorgo
che è leggera come una piuma...
chiudo gli occhi ho capito...
ogni cosa concreta ogni peso
ogni dolore li hai messi nella valigia
chiamata cuore...
Ciao papà ti aspetterò notte...
dopo notte nei miei sogni.
©
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L'autore
Cappuccio Anna Maria
Sono nata, in un paesino di montagna "Perdifumo" che si affaccia sulla costiera Cilentana in provincia di Salerno. Provengo da una famiglia di umili contadini. Qui ho vissuto i primi anni dell'infanzia poi dal 1956 alla metà del 1960 mi sono trasferita da alcuni parenti a Mestre dove ho iniziato la scuola dell'obbl
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli1 aprile 2013
versi commoventi che toccano il cuore e coinvolgono... emozioni che si susseguono in un verseggiare chiaro e melodioso

