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Testo denso di struggente malinconia, irrorata nell'animo dall'assenza dell'amata, che balena solo nei sogni, alla sera, quando l'ultimo barlume del giorno lascia il posto al delirio... unico antro per il sogno. Rimanda emozioni amare e dipinge in modo efficace il proprio sentire.
"Ed i sogni torneranno ad essere il tuo riposo" dopo che a sera "si spegneranno ad uno ad uno i tormenti". Una splendida chiusa in una raffinata e bella poesia, come sempre nello stile puro dell'Autore.
Poesia tragicamente esistenziale, a mio giudizio, che non concede vie di fuga, e appare come una negazione assoluta e disperata della speranza. La terzina finale si aggancia in maniera netta all'incipit della poesia: "e i sogni torneranno ad essere il tuo riposo". Visto e considerato a solo quel finale potrebbe indurre in inganno il poco attento lettore, perché sembrerebbe che la nottte apportasse, dopo lo strazio del giorno, la quiete del riposo. Agganciamo allora a questi apparentemente "riposanti" versi finali, la terzina iniziale della poesia, dove sono bene evidenziati i due tormenti che non danno tregua: Il soffrire dei giorni e anche il notturno "riposo... Poesia intensa e profonda, tipica dell'autore che osserva l'esistenza.
Stigmatizzata in tre versi l'essenza della vita, e di questa lirica, a rappresentare il veloce trascorrere del tempo di chi sembra rassegnarsi e non chiedere più molto alla vita, il tutto dominato solo dalla luce, quella del sole durante il giorno e quella dei sogni durante la notte. Non troviamo il buio, che è il peggior tormento, ma il riposo, che al fine è una speranza.




