"Saffo e Faone"
Stefano Drakul Canepa
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il mare chiama
l'ultimo volo nero
di ali perdute (D)
Lasciati amare se non puoi amarmi ancora
ed il mare di Leucade non avrà regine
da compatire come si fa con la pioggia
quando il sole scalda ancora la terra
Lasciati cullare dalle mie parole vane,
Dio dell'inganno che della bellezza acerba
facevi una corazza da non svelare mai
il cuore e le sue forme strane a sera
Ma nel nostro bosco l'erba era piegata
e le carezze fra parentesi di nuvola al cielo
quando il velo nero dei giorni ingrati
svelava sguardi fra gli ingentiliti sogni
Lasciami le tue ali per ingannare il vuoto,
le Naiadi illuse dalle ferite ancora aperte
e dalle labbra chiuse su un bacio di dolore.
Ridi dei miei gesti se ancora avrai calore
O forse mille abbracci da destinare altrove
In qualche notte calda d'altro petto.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
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