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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Stefano Drakul Canepa
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Morte 24 marzo 2013 · lettura 1 min · 2761 letture

"Il canto dell’ingordo"

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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luce di luna il fiato che consola solo albe nere (D) Qui non c’è respiro, nessuna speranza, liquida la nebbia che giace sulla pioggia. Qui non c’è vergogna, ripida disgrazia che scioglie le sue grida alla parvenza. Luce di delitto, buio stretto al cielo livido il veleno dei corvi e delle iene, le falene nere bruciano al calore di un falso sole agghindato a mezza sera. Qui non c’è la strada, solo la palude, fango di una cenere e un lago senza fiume stagno di un’attesa che erode pelle morta. Timida percossa da infliggere alle albe. Tremano le mura, sale sulla coda, il fiato che consola per cento antichi anni, stridono le sfere di una maledizione non si può più amare la luna e il temporale. Qui non c’è più gelo solo un cuore morto La bruma che disperde il canto dell’ingordo.
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Stefano Drakul Canepa
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Commenti (1)

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Giacomo Scimonelli25 marzo 2013

versi intensi e sentiti... coinvolgente verseggiare chiaro ed incisivo...