Quando mi fosti sposa

Vivemmo così
disegnandoci al risveglio
ricalcando le impronte
delle lenzuola rimboccate
nel ritorno lento delle mani
tra il profumo di bosco
umido di donna
indossando sensazioni sempre nuove
come fossero vesti
con cui ogni notte tu mi fosti sposa
vivemmo per ogni giorno mille vite
tra vento e tempesta
nell’ultimo luogo
che spogliammo d’ore
vivemmo senza alcun limite accennato
senza linee ed abbagli
tra suoni di canti andati oltre
perdemmo ogni memoria
trascorrendo lune
senza fretta né scopo
stretti nella morsa mai sazia
della nostra eterea follia
in quell’amore grande
a cui non demmo mai nome.
©
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L'autore
Turan
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