Metropoli
Monumenti
inchiostrati dal progresso
colano lacrime nere
come tra i vicoli stretti
caldi e senza sole.
Si mischia umanità
che non conosco
fra queste strade
furiose di paura e solitudine.
Metropoli
che sa di pressappoco
in un cielo senza più l’azzurro
in un mare divenuto buio...
stupro dell’ego
che spalma il suo liquame
sui fianchi freddi di lava
senza più ginestre.
Nel pallido sole
di una città incompiuta
pendono
bocche vermiglie
di ostinati gerani
dalle finestre chiuse.
©
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L'autore
nemesiel
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (2)
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Rosita Bottigliero28 marzo 2013
Una descrizione fatta con magistrale poesia... Versi che suscitano calore verso una città bella... nella sua particolare e nella sua totalità... ...apprezzata...
Salvatore Masullo15 aprile 2013
Bella rappresentazione di una città che sta male, che non riesce più a curare i suoi acciacchi. Eppure quei gerani ostinati sanno tanto di desiderio di sopravvivere, forse di rinascere, così come vuole rinascere parte della popolazione. Mi è piaciuta!


