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Sociale 27 marzo 2013 · lettura 1 min · 1084 letture

Metropoli

nemesiel 226 poesie pubblicate
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Monumenti inchiostrati dal progresso colano lacrime nere come tra i vicoli stretti caldi e senza sole. Si mischia umanità che non conosco fra queste strade furiose di paura e solitudine. Metropoli che sa di pressappoco in un cielo senza più l’azzurro in un mare divenuto buio... stupro dell’ego che spalma il suo liquame sui fianchi freddi di lava senza più ginestre. Nel pallido sole di una città incompiuta pendono bocche vermiglie di ostinati gerani dalle finestre chiuse.
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Alla mia città che non conosce misure, amata per retorica odiata per stereotipi. La mia Napoli che guardo senza veli.

L'autore
nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (2)

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Rosita Bottigliero28 marzo 2013

Una descrizione fatta con magistrale poesia... Versi che suscitano calore verso una città bella... nella sua particolare e nella sua totalità... ...apprezzata...

Salvatore Masullo15 aprile 2013

Bella rappresentazione di una città che sta male, che non riesce più a curare i suoi acciacchi. Eppure quei gerani ostinati sanno tanto di desiderio di sopravvivere, forse di rinascere, così come vuole rinascere parte della popolazione. Mi è piaciuta!