Paradiso perduto
In quei giorni non crebbi all’improbabile,
ma feci il probabile acciocché i nostri cuori si unissero,
e solitamente il fato crudele non rimane indifferente a situazioni simili,
allorché decise di intervenire caddi nel pianto disperato,
credevo di aver trovato un’isola fantastica da esplorare
e in quei giorni di natale, Dio mi dette la grazia e il terzo giorno mi punì!
O maledetto!
infami fantasmi incombenti! cosa credete di fare?
forse era soltanto l’inizio di una lunga agonia?
Col cuore in mano me ne stavo e predicavo un perché
ma nessuna risposta mi è stata data…
E’ tutto così strano, misteriosamente vano,
forse non c’è alcun connubio tra me e il mondo?
ma sono pure un uomo del destino, ma talmente strano da meritarmi codesto?
Già è proprio così mio caro lettore!
Puttana è la donna che incontro,
infelice è il mio cuore,
disperato il mio animo,
crudele il mio destino,
oscuro il mio futuro,
Oh creature angeliche non sarà mica la fine?
La fine di tutto…
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Commenti (1)
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Francesco Lubrano Radagast23 marzo 2007
IL titolo è di John Milton però, nn è male il tuo scritto però, un po’ artificioso... ma nn è una critica volta a banalizzare il tuo lavoro, anzi... br br br Francesco
