Deriva atea
Adone Raggi
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Occhio ad infrarossi
naviga i neri mari
d'anima sorda,
scovando,
tra moti ondosi ingordi,
instabili gherigli di speranza.
Tra lama che affetta i due piani
riflette abbagliante il tuo faro
ch'attrae, pifferando salvezza,
quei gusci invocanti fondale.
Equilibrista su corde ormai lise
t'affido i miei topi smarriti,
s'arrende da rotte confuse
nocchiere ormai privo di mare.
Calore di fuoco di porto
sa schiuder quest'orfani frutti,
coltiva in oasi d'Eden
arbusti di noce,
mia nuova spina dorsale.
©
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Adone Raggi
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