Tela
E la mia pelle poi
si fa sentiero
della tua meraviglia
di questo rosso stanco
di una terra silente
contro la pietra bianca.
Vivido abbaglio al sole
tra gli sterpi sbiaditi
ed i tronchi straziati degli ulivi...
Candida, virginale pietra
che si fa sposa
nel pallore lunare...
Nasco dal tuo pensarmi
e dal mio sogno
narrato nello specchio.
Eppure
gocce di sangue stillano
dai fiori colti
fra la vita e la tela.
©
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L'autore
nemesiel
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (2)
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Salvatore Masullo1 aprile 2013
Passione e sofferenza della natura corrono parallele alla passione umana. Sterpi sbiaditi e tronchi d'ulivo straziati che perpetuano il loro essere sotto i dardi di un sole che batte sopra una terra stanca e silente. Significativi versi che raggiungono il culmine lirico nell'ultima strofa, dove il miracolo della vita si ripete con quelle stille di sangue sgorganti da fiori recisi. Bella lirica, complimenti!
Rosita Bottigliero2 aprile 2013
Versi concisi ...ben stilati... poesia... ...amore nella totalità ...


