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Introspezione 2 aprile 2013 · lettura 1 min · 2332 letture

"Il Deserto"

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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la terra morta e il deserto dei torti tremano cielo (D) Cogli solo un fiore via dalla pianura sarà una vecchia era dimentica dei sogni ed avrà i suoi colori segnati dal maestrale, germoglio alle discordie di roccia naufragata Afferra cieli e nuvole senza respirare, il vento avrà le ruvide promesse di tessuto cotone e cuoio scuro da stringere per ore. Dimentica i tuoi giorni privi di dolore Le mura sono spesse di suoni inascoltati, le stanze ormai già chiuse di sibili perduti e se sarà per gioco il nome inciso a cielo avrà le rive fragili di terra maledetta Segna solo un lembo di labbra inaridite, i germi che d'inverno scolorano i ricordi e le tante vendette stanche di far male sul bordo solo sangue caldo dopo il sole Sarà polvere tragica, deserto che distrugge il cuore e le sue tracce nere.
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Commenti (3)

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Gentiana Marika2 aprile 2013

una lirica piena di figure in cui il lettore si sente trascinato in situazioni di un gioco dove la gioia contiene il dolore, dove il chiaroscuro regna tra cielo e terra ... La quarta strofa è stupenda ... Versi molto apprezzati in pieno stile Dracula!

emmalisa lucchini2 aprile 2013

versi che avvolgono il lettore un mescolarsi di sentimenti tra gioia e dolore sono gli stati d'animo che attraversa l'autore... anche la puara di un'imminente distruzione per mano dell'uomo incurante delle bellezze che ci circondano...è questo che sento leggendo i versi, spero di aver colto il sentire dell'autore... una lirica profonda!

Elena Poldan3 aprile 2013

Ogni strofa contiene un'esortazione forse a se stesso e anche una malinconia profonda, come d'un animo offeso e deluso e quasi arreso. Sempre ammaliante la scrittura del poeta delle tenebre, un ondeggiar fra onde senza pace, ma sorrette da una luce, che viene da dentro nn da fuori.