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Cronaca 6 aprile 2013 · lettura 1 min · 1430 letture

Terremoto a l'Aquila

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Lucillo Dolcetto 210 poesie pubblicate
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Come l'aquila ferita, con fatica s'alza in volo, anche tu, quel dì colpita, in macerie giaci al suolo. Le tue chiese, i monumenti, con orgoglio tu mostravi; eran toste le tue genti: con fierezza ne parlavi. Questo fa che nel futuro c'è ragione per sperare; è d'Abruzzo il popol duro: si saprà risollevare. Quando il Vate i tuoi pastori un dì cantò e la transumanza, era certo che in lor cuori albergava la speranza di potere alfin tornare all'amato casolare. Oggi questo non accade per chi vede sulle strade dove ha perso ogni avere ancor fermo il costruire. Pur col nome di chi vola più di tutti, in cielo, alta, sei stata lasciata sola, s'è dispersa la nidiata.
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Per ricordare l'anniversario del teremoto.

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Lucillo Dolcetto
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