Terremoto a l'Aquila
Come l'aquila ferita,
con fatica s'alza in volo,
anche tu, quel dì colpita,
in macerie giaci al suolo.
Le tue chiese, i monumenti,
con orgoglio tu mostravi;
eran toste le tue genti:
con fierezza ne parlavi.
Questo fa che nel futuro
c'è ragione per sperare;
è d'Abruzzo il popol duro:
si saprà risollevare.
Quando il Vate i tuoi pastori
un dì cantò e la transumanza,
era certo che in lor cuori
albergava la speranza
di potere alfin tornare
all'amato casolare.
Oggi questo non accade
per chi vede sulle strade
dove ha perso ogni avere
ancor fermo il costruire.
Pur col nome di chi vola
più di tutti, in cielo, alta,
sei stata lasciata sola,
s'è dispersa la nidiata.
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