Mi vergogno di scrivere versi
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (4)
Il poeta non deve mai vergognarsi, ma suggerire sottovoce la verità che appartiene a tutti. bella!
Un sentimento davvero condivisibile. Personalmente provo le stesse tue sensazioni, si vergogna a rivelare qualcosa sul proprio conto e, se può per certi versi essere un utile esercizio per esprimere il proprio intimo e in qualche modo crescere, può comportare in realtà un pericoloso attaccamento alle proprie "opere". Comunque trovo molto bella la metafora delle poesie come nuvole effimere.
Il poeta scrive per se stesso... e quando il dire si unisce allo scrivere dell'affamato di un non dire... ecco che il lettore si sente protagonista del pensiero segreto in un verso...
Una poesia che non può non arrivare dritta al cuore di chi scrive. Il poeta è un "testardo", che quasi si accanisce a scrivere le "cose che non sa". Che sia proprio questa consapevolezza, a spingere a scrivere? La consapevolezza di essere, in fondo, un "ignorante", con la conseguente necessità di "sentirsi" e "vedersi" in ogni cm di pelle? Sono versi pieni di grazia, la grazia di chi sa riflettere, con grande sensibilità e onestà, arrivando infine - con disarmante candore e semplicità - alla Verità: senza di tutto questo, "io non sarei". Meravigliosa!



