Ebrea (esser nata così)
la carne raffredda
al gelo del vento.
Riscalda il cuore
gli occhi di vetro.
Il lavoro trasuda
sulla pelle
attaccata alle ossa.
Nel grembo sterile
solo il languorino
di una fame insaziata
da una porzione
che non basta a sfamare
un umano candore.
Nemmeno i pensieri ci son più concessi.
Abbassare il capo
sotto lo stridore
delle punizioni
se anche solo
una parola
osavamo pronunciare.
Avevo una volta
nel cuore sì tanti sogni
da poterli regalare al mondo
come farfalle in attesa
di essere catturate.
Ora nel cuore ho solo
freddo... e voglia di morire.
Ma nemmeno la morte
giunge sovente
come un manto dolce
di tenue colore.
La morte è affar di chi ci comanda.
Bestie da macello,
nate solo
per esser sfruttate
quando la neve d'agosto
continua a posare
sui sudici corpi
di gente ormai marcia.
Che colpa ne ha
un uomo se è nato così?
Eppure è una colpa
esser diversi.
E' una colpa essere donna,
e mamma di un figlio
con una stella sul cuore.
E' colpa essere figli,
nipoti, mogli di qualcuno
che crede in un Dio
che ci ha abbandonati
ancora una volta.
Ma la voglia di morte
ancor non sopraggiunge.
Avrei voluto servire un padrone,
essere venduta come carne
piuttosto che perdere
anche
la libertà di pensare.
Mi han tolto tutto,
anche la dignità
ma non quelle cifre
che ancora sul braccio
frizzano come quel giorno.
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L'autore
Ilaria v
Scrivere è parte del mio essere. La mia prima poesia la scrissi in terza elementare e sono sempre stata contenta di giocare con le parole per creare immagini a mio pacimento... Non posso definirmi una poetessa perchè ho ancora tanto da imparare e devo ancora crescere.....
Commenti (1)
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rita damonte6 aprile 2013
il mio pensiero va là... a tutte quelle care persone che hanno vissuto una realta tragica ed amara . una lodevole poesia per non dimenticare, la sofferenza ingiustamente inflitta. ammiro la potenza poetica dell'autrice.
