"Non avrò sogni"
Stefano Drakul Canepa
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luci e sussurri
da sognare nelle albe
di fiato nero (D)
Respirerò ricordo nel ricordo,
fiala di veleno nel mio tempo
e spina di verbena al filo antico
tessuto fra i rovi di un rancore
Ritornerò a volare nude foglie
e il bosco sarà spoglio di luce,
di silenzio al vento dell'orgoglio.
Non avrò ombre da abbandonare
E se sarà morte a governare tutto
anche il lutto delle sere ignare,
allora tenderò le ali all'orizzonte
per sussurrare riflessi e dolori
Le voglie degli amori inenarrati
e i sentieri che dolgono al segreto
di un petto greve al suo sentire
malinconie e densi fiati oscuri
Respirerò clamore su clamore,
i vespri ingovernati sulle aurore,
in attesa di un vicolo di buio
a far da tomba al fiume insano
Non avrò sogni da lasciare al lago.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Elle7 aprile 2013
Questa poesia è bellissima. Si sente un'anima che guarda avanti, vede la sua prospettiva lungo il sentiero. Ma appagata di sogni dichiara di volersi vivere e vivere tutto fino alla fine per non lasciare nulla alle spalle, anche il dolore vissuto, il vuoto, l'INENARRATO (splendido, grande!).
Elena Poldan7 aprile 2013
Un senso di annichilimento rimanda la lettura di questa elegante ed armoniosa poesia, pervasa da una malsana voglia di fine e di morte. Versi che ammaliano... il fascino oscuro delle tenebre...


