Centoventitre minuti

I minuti non mi appartengono
il tempo con te è mio...
arancia sbucciata
mi penso sul tuo profumo
su quel tuo sgomento ardito
imbiancato allo stupore di te
all'ingordigia perenne
di strappare al tuo costrutto
perle di me
del mio affaticarmi
lungo le dorsali del tuo corpo
così infinito da giacerci
d'abitarci
per non sprecare niente del tuo camminare
così sospesa
tra nubi e cieli
tra mari e pianeti sfavillanti
gemme dal sapore definente
cattedrali da erigere nel deserto del mio essere...
voglio TE
così imperfetta
angolare
ipotenusa da sfogliare
caramella da succhiare
pube da esorcizzare
culo da masterizzare
te
solo te
un'altra sarebbe inutile...
te
racchiusa sui perchè
riccio dalla pelle tenera
bocca da non poter scordare
centoventitre minuti
non sono poi molti
basterebbero a dilatare i tuoi contorni
io
poi
non sarei solo me stesso
diverrei noi
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
omissam
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Rita Stanzione8 aprile 2013
Umanamente amore, nulla di perfetto, ma grande e insostituibile... surrealismo magico della parola, autore che sempre coinvolge
Berta Biagini8 aprile 2013
C’è pericolo d’inciampare leggendo questi versi – in ognuno un particolare sgambetto che incita a non lasciar perdere proprio niente – mi sono soffermata su quei contorni che lasciano molto pensare.


