Purgatorio
Gianpiero De Tomi
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Il centro del purgatorio si trova
appena dietro l'angolo di casa
dell'ultima via, dell'ultimo paese
dell'ultimo minuto di frettolosa vita
sul fiume frenetico che morde
gli argini di rabbia, prima di esondare
prima della foresta di secolari querce
prima di un cimitero dimenticato
con illeggibili nomi sulle lapidi fatiscenti.
E' l'attimo prima, in cui possenti urla
ed il silenzio della disperata serenità
si fissano con l'aria d'assoluta sfida.
E' una vitrea superficie scivolosa
in cui traspare un abisso senza fine
che però attende senza fretta
nell'antitesi d'immortalità delusa
la fine dell'arrendevole corpo fluttuante.
E' quel luogo di grave respiro
delle mani, che si sfiorano senza toccarsi
degli sguardi che si incrociano
incapaci ormai di comprendersi.
E' un luogo immobile ed apparente
di boccioli nella tenue speranza di fiori
è l'indecisione nel tempo che passa
quando gli attimi smettono di rinnovarsi
e tendono invece, all'infinita ripetizione
nella stessa claustrofobica nota stentata.
E' il tuo dito penetrante, puntato su di me
senza accusa esplicita, che mi inchioda
nella percezione di un idillio estinto nell'eco
nell'ultima frase bruciante nascosta nel petto
e ripetuta inutilmente migliaia di volte
nella solitudine dell'accomodante vacuità.
©
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Gianpiero De Tomi
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