Rosa bianca
Gabriella Franchi
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Rosa bianca
Stillò purezza
scivolò un'ultima
precipitosa lacrima
di rugiada...
a te
mai nata
respirai istanti
nei giardini
dei pensieri
maternità incolmabile
quanto fu il
vuoto delle mie solitudini
fecondai
dal mio sonno stanco
di pianto
Nacque un fiore
sul petto un cuore riposò
e morbido
tuo bel viso
fu pieno di sorriso
a giocar con
gli angeli tuoi
belli
mentre
mie dita
delinearono
innocenti generosità
nell'abbandono ascoltai
il battito del tuo cuore
che trionfò di vita
all'unisono col mio
a te mai nata
mai plasmata
Cullerò fra le braccia
la speranza
al mio risveglio
avanzerà
il vuoto greve
farò sì di ritrovarti
di ritrovarti
nel più bel sogno
©
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L'autore
Gabriella Franchi
Non sono poeta, lo ero alle elementari quando scrivevo per il giornalino della scuola. Ricordare questo mi fa sorridere," perché allora avevo più talento!" proprio perché scrivevo mamma e papà mi regalarono la macchina da scrivere,"un segno del destino?" scrivo per diletto favole per bambini. Mi definisco sempre ac
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