La crisi
Stanza senza porte.
uscire di scena può essere tragico,
ma non c'è alternativa,
né via di scampo.
E gli occhi affogano
in un mare sconfinato
confinato tra le palpebre
e che straripa ora lungo il viso.
Genera fiumi che scorrono al contrario,
liberamente, fuori dal letto,
scivolando delicatamente fino a posarsi
sul cuscino ormai fradicio.
E il sole irradia le tue lacrime,
invitandoti ad essere felice.
Ti sussurra soavemente:
“una possibilità deve esserci.”
Le melodie degli uccellini
inebriano le tue orecchie,
ormai assordate dalla rabbia:
“Sole! Non l'ho ancora trovata!”
Un metronomo scandisce
il tempo sprecato nella meditazione
mirata alla coscienza del proprio malessere.
“Come posso uscirne?”
E la penna scorre veloce
su un foglio di carta straccia;
scrive una poesia
che ha il potere di fermare il cuore.
©
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