Quella luce
Gesuino Curreli
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Quella luce mi penetra e mi manca,
ma non lo dico a te che non mi senti,
è cosa che fa limpidi e lucenti
gli albori dopo una nottata bianca.
La luce... e già la sera mi respira
perché divide il fiato del mio umore
così mi abbraccia dentro il suo tepore
quando l'anima, triste, si ritira.
Orfano, appeso al filo di una voce,
vago in balia di un tempo sconosciuto
sconfortato per quanto si è perduto,
e il domani è già qui, assai precoce.
Voce che sa d'autunno, e di mestizia
pacata come un male già lontano,
e vibra come un fado lusitano
cantato con trasporto e con perizia.
Mariza.
A lei affido il sogno mio gitano
perché lenisca il graffio che fa male,
immerso in un concerto naturale
di pulsazioni a cui mi arrendo piano,
pianeta di uno spazio surreale.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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perlanera11 aprile 2013
-La luce che riaccende da una voce un'emozione e scuote i sentimenti "ma non lo dico a te che non mi senti" e non comprenderai la mia intenzione. E le emozioni sono dei momenti di forte intensità nell'immediato, certune meritevoli di canti, cert'altre... spazzatura del passato. Mariza, il fado, i suoni di violini, malinconia che squarcia il cielo nero "ma non lo dico a te che non mi senti"... non vedi dove volano i pensieri, non sfiori il cielo dei miei sentimenti. Chapeau, Maestro!

