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Fiabe 25 marzo 2007 · lettura 2 min · 10043 letture

La leggenda del pettirosso.

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Stefano Toschi 143 poesie pubblicate
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Un giorno dal suo nido un uccellino sbattendo le sue alette prese il volo, salito su nel bel cielo azzurrino piano planò tra i rami di un nocciolo, posatosi davanti a un fresco fiore sfregò il suo bianco petto ad un bocciolo e gonfiandolo poi come un cantore un’aria melodiosa cinguettava, scaldato dolcemente dal tepore che il sole in caldi raggi riversava nell’aere terso di quella giornata. Spiccato il volo ancora volteggiava, quando vide sul monte radunata una folla di popolo e soldati, parte esaltata, parte rassegnata. Alle tre croci tutti eran voltati che sulla cima avevano piantato e agli uomini che v’erano inchiodati. L’uccellino, piuttosto sconcertato, s’andò a posar sulla seconda croce ove Gesù di spine coronato grondava sangue pel supplizio atroce. Il piccolo uccellin di pietà acceso, lo sdegno in cuor gridò con la sua voce e con il becco un grosso spino preso dalla fronte del Cristo, infin, lo tolse, un sollievo sperando avergli reso. In quell’istante i vispi occhietti volse ove, sgorgata da quella ferita, una goccia di sangue il petto colse, tingendo tosto, come una matita, le piume sue di un bel colore rosso, a ricordar l’azion da lui compita, per cui, da allora, ha nome pettirosso.
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La poesia è liberamente ispirata ad una nota leggenda della tradizione cristiana. Per quanto riguarda la foto proviene da Wikimedia Commons. L’autore è Ramin Nakisa. Licenza: GNU Free Documentation License.

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Stefano Toschi
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Commenti (4)

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D
Daniele Fabbri25 marzo 2007

La metterei subito sull'antologia delle elementari. Bella bella,

Salvatore Ambrosino25 marzo 2007

Applaudo la tua fiaba, raccontata in questo modo è molto bella. bravo una buona idea di rielaborare le vecchie tradizioni (fiabe)

M
Marilena27 marzo 2007

davvero... è una bellissima poesia... è scritta in modo impeccabile...

B

la conoscevo la leggenda..e tu l'hai musicata divinamente.grazie veramente!