Cancro
Come erba
non curati
ricresciuti secondo una natura
dispettosa ed opprimente
crespi
come setole di polvere
indurite dal vento
capelli
caduti
poggiandosi maledettamente sul cuscino
di seta ed organza.
Come pianeti
cartacei
intoccabili
distanti
vuoti e lontani
occhi
da nuotarci dentro
da perdersi ed impaurirsi
per un dolore sopito
agghiacciante
farsi strada tra le curve
di un volto ormai lento.
Ed un corpo
che sbanda
si tiene
si regge
e ricade
ha la forza nella rabbia
la paura nel cuore
ha il controllo di un odio
rattoppato
ingarbugliato
accartocciato
e nascosto
in angoli di uno scheletro sudato.
Mani
che impercettibilmente tremano
si tengono unite
per un baricentro
di stabilità
fermezza
e SPERANZA
unica ancora
unico marinaio
di degne promesse
per potercela fare
e RESTARE.
©
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Commenti (1)
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B
Berine Algol Belize12 aprile 2013
Affronti un tema con la tua poesia... forse serve proprio questo per non cader nel banale. una poesia, garbata, come la tua. una lacrima mi solca il volto. complimenti.