L'ingannatrice

Mi travesto per colpo ferire
come spore che ingannano il vento
e leggere si fan trasportare
nascondendo la gramigna che han dentro.
Poi m'accordo coi bachi da seta
perché velino tutte le cose
ma la "d'oro" deve esser pagata
perciò ai vermi do da amare le rose.
Prigioniera di ragnatela d'argento
creo espedienti per geometriche fughe
crocefissa sulle assi del tempo
con le stigmate camuffo le rughe.
Tappo l'anfora dell'umor primordiale
con gli aborti da sempre taciuti
con le frasi che posson far male
coi ricordi dei tagli subiti.
Della mela che un tempo fu morsa
tengo il torsolo perché testimoni
e la buccia, per questa mia farsa
sia sipario chiuso sulle emozioni.
Nei miei pozzi affogo le stelle
per poi piangerle e ottenere le brine
brucio l'anima e con le fatue scintille
sulle pagine svirgoletto le rime.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi13 aprile 2013
Uno sguardo verso tutti colore che marciano in quella direzione. L'interiorità che esce e viaggia in poetica intensa.
