Prag e matico

Dostoevskij non avrebbe pietà di me...
ho solo qualche rantolo di scorta
nella stanza accanto
(quella tutta di rimpianti)
non trasloco più
il petto non trasecola
gli occhi
quelli si adempienti
si cullano sul fatto che son vitrei...
il pensiero,
fatto di piccoli arcipelaghi liberi,
mi sorregge
fa di me
un miscuglio di molecole raziocinanti
stranianti
riverberi asciutti
su laghi bagnati dalla ragione spuria...
il colore delle cose non aiuta
esso
così sciattamente arcobalenante
-lo spettro è nudo-
non fa di me un uomo migliorabile
assai imperfettibile
costruisce disgrazie
sul coseno delle mie peripezie
così acute da otturarne gli angoli...
sono un topino
muovo giostre a picco
gastrointeriorizzo sentimenti estinti
sul precipizio solarizzato del potrei ma poi?
Vivacchio
il giusto
impercettibilmente asincrono
desiderando una fine
che sappia iniziare...
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L'autore
omissam
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (2)
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Berta Biagini13 aprile 2013
Eppure non ho potuto fare a meno di rileggerla – certa che qualcosa sicuramente mi sarei persa. Gastrointeriorizzo…mi ha colpito – con una parte caudale che la dice lunga.
Francesco Rossi13 aprile 2013
Prag e matico non è pragmaticoper fortuna nostra lasciateci pur sognare. Versi intensi scritti con acume.


