Senza parole

Io non leggo nei cuori bugiardi, ignoti a se stessi,
io sento il vento violento, che spacca le diversità umiliandole. io conosco gli scempi compiuti in nome dell'ignominia, dell'avidità cruda, quella che uccide
Io conosco il volto livido del disagio sociale che già è esploso
uccidendo, falciando senza pietà i più deboli, gli ultimi
abbandonati alla follia di questo vento malato, che sale dalla profanazione del diritto,
sacralita della dignita umana fulcro di ogni società che vuol dirsi civile.
E noi piegati a questi canoni commemoriamo leggeri le vittime innocenti della storia
perché ci fa sentire normali, brava, bravissima gente.
Come se non perpetuassimo stragi di esseri umani su scala mondiale.
Io non leggo nei cuori di carta, non mi appago di parole ruffiane.
Io so come mia unica certezza che nei salotti si gioca, si finge la commedia degli impegnati.
Cupidi personaggi di mente stretta, di cultura incerta, impavidi come i topi nella legnaia,
il cui costume é il libertinaggio sfrenato,
ebbene costoro vestiti da saggi o da santoni della libertà,farebbero pena a un Bacco ubriaco.
E noi non siamo poeti noi che invochiamo le Erinni noi che le parole ci muoiono in bocca.
Noi, in preda all'ira ci contorciamo nello spasmo guardando i sepolcri imbiancati.
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
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