Il vecchio raccoglitore di pomice
Lo chiamavano tutti così
al villaggio dei pescatori:
“ u pumiciaru ”.
Veniva mane dopo mane,
sulla riva di quel mare
che giovane l’aveva visto,
quel canuto e caro vecchietto
dal claudicante passo.
Era curvo sotto il peso dei suoi anni e
delle disgrazie che il destino crudo
scaricato gli aveva
sulle arcuate ed ossute spalle.
Spuntava da dietro al faro e…
ogni due o tre passi si chinava:
raccoglieva pomice.
Era il pranzo di quel fagottino
che la figlia, andando via,
gli aveva lasciato.
Non più forza nelle braccia per lavorare,
non più sorriso
su un viso scavato e nelle rughe immerso,
solo la disperazione
dei giorni avvenire.
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Commenti (3)
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Fulvio6326 marzo 2007
Una meravigliosa poesia e una dolcissima dedica. Molto toccante.
Salvatore Ambrosino26 marzo 2007
bellissima dedica, “ u pumiciaru ”. ne sarà fiero.
mp47pasquino1 dicembre 2008
Leggo quando posso e spesso mi commuovo, Hai saputo gratificare un umile gesto, uno spaccato di vita reale dando a questa umile figura di vecchio un contegno ed una dignità che ne onorano la memoria.


