Vuoto notturno
Maurizio Melandri
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Muta é la parola
imbastito il respiro
come eco risuona la speranza
nell'incalzante sciamare del dolore
Il Vuoto cresce e s'espande
come un vaso d'ambra
gonfio di stelle
come guardiano notturno
sulla soglia dell'abbandono
un messaggero senza sosta
né alibi
Vagano in lontananza
le voci cosmiche
s'accosta al petto
l'esangue lamento dello spirito
si consegna prigioniero
al compromesso inconciliabile
tra luce e tenebra
E' la canzone preferita
della Notte
abbandonarsi al Vuoto .
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
Commenti (1)
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Elena Poldan16 aprile 2013
Quando scende la notte, s'inonda il vuoto dei nostri pensieri, delle nostre smanie, dei nostri dolori ed è una danza di ombre e sospiri, è la danza che sibila oltre cortine di finzione.

