Le Zagare

Le zagare,
han schiuso il loro frutto.
L'ho visto lì immobile
in tutto il suo profumo
Le zagare,
non han perdonato i bambini
e sono schioccate le arance
al di sopra delle teste molli
E sopra gli alberi, inutile dire che:
Budda_Hare_Jesus transitava
ed anche aleggiava
Leggero come trasparenza antica
con il suo occhio fisso ma neutro,
fermo quanto marmo sopra il sangue
e sui sandali sparigliati chissà di chi
E quella polpa, succulenta polpa
esplosa - negli occhi bovini ed increduli
ancora ringrazia, d'una corsa e del sudore
misto a gioia
Ché le zagare, mai avevan piagato
la quiete nelle città del Nord Atlantico
Ché le zagare han il solletico e grilletto
e sparano, le zagare
Ed ora, ora sopra i corpi, i petali
Bianchi e lillà, sembrano lacrime
Poiché le zagare, piangono come
coccodrilli, piangono e mangiano
i figli
Ché non si debba dire infine
che le zagare non abbiano un cuore.
Che gli avvertiti d'avvertimenti
non abbiano colpe – che tutto
ogni cosa, perfino i fiori
Non stiano andando velocemente
in malora...
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L'autore
EnzoL
Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (2)
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Rita Stanzione17 aprile 2013
Metafore da urlo, quarta e ultima strofa oltremodo piaciute. L'autore sa sempre stupire con la sua poetica incisiva, dal tocco "fatale"
omissam18 aprile 2013
...metaforicaMENTE perfetta, oserei... caleidoscopico scoprire per poi riscoprire e tanto ancora... una tua punta di diamante, secondo il miondivago parere... stupenda, ad honoRE. M.


