Vedova di guerra
Il vecchio gelso era fiorito ancora
quando tu sotto le sue fronde
al suo profumo t’inebriavi
mentre il canto di una cincia
cullava i tuoi sogni.
Erano verdi i tuoi anni
ed il tuo riso argentino si diffondeva intorno
mentre guardavi divertita
i giochi del tuo goffo e piccolo bambino.
Allora non pensavi al futuro…
allora ignara tu della felicità portavi i colori.
Ma un giorno a fine estate ,
triste venne l’autunno
e dei primaverili giochi
cancellò traccia.
Lunghe furono le serate e le notti fredde
non più riscaldate dal calore del tuo uomo
portato via da un destino amaro.
Ora il vecchio gelso
é triste e senza foglie
e non s’ode più il canto della cincia.
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Commenti (2)
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Salvatore Ambrosino27 marzo 2007
la guerra non c'è? siamo in guerra tutti i gioni, mia cara, la tua poesia fa riflettere, brava.
E
Evaluna Sperber26 aprile 2007
queste sono le dilanianti ferite che incide nell'anima la Sicilia! quasi a chiedere un tributo! ” Amami nonostante cio! ”

