Tra le socchiuse intimita’ del borgo
Nino Vicidomini
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Già viene
l’avverto, al vibrar delle ombre,
dissimulando scene di memorie,
va alimentando pire di silenzi
la tiepida sera.
Fugando segrete presenze,
salirà ai terreni vitati
e sbircerà
tra le socchiuse intimità del borgo;
adesso che tacciono i rovi
e stami d’ortiche respirano nell’aria.
Scenderà, poi, dai tratturi operosi
in ricerca del mare contiguo.
...E tornerà ai palmeti del lido
a scrutare celate emozioni.
- Stanno lì, sempre lì... nei palmizi,
avvinghiate alle cime più alte
tutte quante le mie illusioni!... -
...
...
Dall’angolo di cielo in mutamento
la luna antica accenna il suo pallore
con braccia protese all’invito...
sovrana!...
Discosto, tra i rocciosi anfratti,
il tempo dell’attesa si defila
con teneri intenti!...
Resterò sveglio, nelle pieghe della notte,
a rammendare strappi di mutismo
sulla soglia di basalto,
in via IV novembre, 55.
©
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L'autore
Nino Vicidomini
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
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