Signor Morto
Ti parlai nei sogni...
Una volta,
Persino t’ignorai
Passandoti accanto.
Chiesi perdono
Piangendo.
Domandai quel saluto mai nato,
Quell’addio mai pronunciato.
Maledetto viaggio
Con tre rose in mano
Verso il cimitero
Dei sogni,
Dei vivi, dei morti,
Di speranze appena sbocciate
In un giardino con cenere
Al posto del terreno...
Ma le fragole son più rosse
Laddove l'erba non è cresciuta.
Più grandi! Più belle!
Sulle ceneri degli animi morti!
Cuore addolorato,
Occhi stanchi ma giovani in eterno.
Bontà infinita
Spentasi dal mondo.
Per sempre?
Quali stelle son adesso, Signor morto,
I tuoi occhi,
Come quelle che insieme contavamo
Senza luci,
Lampioni,
Coperti dalle mani?
Quale luce veglia adesso, Signor morto,
Su incubi
A mezzanotte
Mentre tace l'antica campagna?
Quale raggio è adesso,
Rispondimi presto, Signor morto,
Il tuo bacio
Che consola vuote lenzuola
E con lacrime lava peccati?
Che giorno era quello
In cui il silenzio
Ancora non ti era amico?
Poi arriva, poi ti piomba addosso,
Adesso,
In un solo istante
E ti rende sordo.
Quante urla, chiedendo aiuto,
Quanti pianti, morendo dentro
E quante braccia
Comunque
Ti lasciarono cadere
Su tremende spine!
L'orrore,
Quelle fragole rosse!
L'orrore,
La rosa calpestata!
Sapore,
Odore,
Di tanfo,
Di morte!
©
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