Egida
Alessandro Labriola
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Come percepire il dolore e goderne?
-assieme scoprire il sangue di Maria
sverginare le coscienze per ritornare al cielo
(perdere) moralità,luogo e tempo!
Invitati i peggiori demoni piangendo l'arancio di quei seni:
ah! Quante lacrime celate e quanti sguardi!
Sia benedetto il veleno che sciolse la lingua e
aguzzò la vista - tu complice della mia piaga
amico nella scelleratezza: Complice
e anche più -Tesoro
quella diversità futile e scontata non ci colse,
mai ci coglierà.
Si vestivano i campi delle stesse illusioni,
la stessa pace per noi - non più "Io"!
(vorrei) liberarti col massimo vigore
dalla mia condizione
e riportarti in quei campi stregati
dove nacquero proverbi illegali
gravi e vere tenerezze,
certezze assopite tra gambe straniere!
Certezze comunque
-le Nostre
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (2)
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Francesco Romano23 aprile 2013
l'io che si fonde nella percezione condivisa di un dolore che crea, e in questo caso ha creato una meraviglia. Sintesi d'osmosi silente ed unica
EnzoL23 aprile 2013
oh, sì. Finalmente ritrovo le tue cose. i tuoi versi densi e scritti. Il tuo naturale talento. Mancava. In questa la carica del tuo stile, non manca Lirico, preghiera grandezza


