Piccola storia del perchè-perché
Francesco Falconetti
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Un dì nacqui perchè,
sicché,
ma non so ben perché,
tutti, appena infante in culla,
strano mi guardavano
e mi dicevano,
or bambinetto,
che il mio introflesso accento,
col tempo,
m’avrebbe dato,
nel crescere,
problemi alla spina dorsale,
grave grave caricata,
c’avrei pel peso,
da grande,
avuto la cifosi,
continui torcicollo
e, pur, persistenti raffreddori.
Imperciocchè,
scusate la licenza,
mamma e papà,
dallo spavento,
acutamente,
voller un giorno cambiarmi
all’anagrafe il nome,
sicché corsero
lesti lesti
all’Ufficio dal funzionar preposto.
Ma poiché ella
disse che, ormai,
per le solite ragion di burocrazia,
era troppo tardi
e che non potea far nulla,
rivoltò solo l’accento
e lo voltò in acuto,
alleggerendomi di peso
e trasformandomi in perché.
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (1)
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Berta Biagini29 aprile 2013
Fantasia capace di tenerci stretti alla sedia – rilassante, spiritosa e molto attuale per la burocrazia.

