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Riflessioni 3 maggio 2013 · lettura 1 min · 513 letture

Eri un poeta (una volta)

Turan 989 poesie pubblicate
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Sapeva di grano la tua penna di zolle umide di sudore e stenti sapeva di pane fresco di fascine e fumo di petali nel vento sapeva di ginestre seccate al sole di ricordi e mani a disegnar di vita sapeva di valori persi di storie scritte sulle rughe su volti fieri austeri su occhi sinceri dallo sguardo dritto sapeva ascoltare la tua penna ascoltava canti e voci di amori senza tempo rumori di zoccoli sull’aia di spighe battute sulla pietra di una campana che rintoccava da lontano l’ora l’umiltà era il tuo unico scempio ora ha finito l’inchiostro la tua penna oggi non si scrive si ruba si urla e si deride oggi è dell’apparire che purtroppo si fa scempio l’abuso è l’unica regola ormai in uso la bugia è un attributo come disse qualcuno su quel palco vantandosi che ce l’aveva sempre duro. (era un bugiardo)
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c'è sempre meno poesia nel nostro tempo, sempre meno valori da cantare, sempre meno sguardo per vedere, sempre meno strade da costruire per viaggiarci dentro, dentro un io che pensiamo di conoscere, sempre più indifferenza, siamo sempre più poveri, nelle tasche e nel cuore.8 maggio 2014
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Turan
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Commenti (3)

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L
Lorenzo Cecchi3 maggio 2013

Molto bella, anche dal punto di vista musicale... Anche se secondo me alcuni versi un po' troppo lunghi scalfiscono codesto aspetto della composizione, che rimane comunque sinceramente apprezzata

Idalgo Visconti3 maggio 2013

Quando si perde la naturalezza e la spontaneità, diventando vittime dell'arrivismo... dell'apparire... forzatamente si ruba... per essere quel che la gente vuole...

Cinzia Castellana9 maggio 2014

Un ottimo spunto x riflettere! Non è passata inosservata, complimenti!