"Il giorno"
Stefano Drakul Canepa
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soltanto a sera
uno sguardo perduto
sembrava giorno (D)
Era primavera e avevi gli occhi stanchi,
le parole degli amanti incise nelle attese
e lunghe notti scure a fare da corona
al vuoto che colora le strade senza meta
Era un mare acceso dalle prime gocce,
le liquide risposte ai suoi mattini d'oro
e tu restavi sola dopo le sere spese
ad inseguir fantasmi di gioia e temporale
Forse le nuvole per te eran tutte uguali
e non vedevi il vento soffiare cieli e valli
per ricamar promesse sull'orizzonte nero
che aveva colorato fiori e gemme cieche
Era primavera e avevi i seni bianchi,
le mani degli amanti confuse fra i dolori
le dita strette al petto di dedalo segnato.
La notte è un labirinto di noia e di rispetto
Le stelle sono sogni per chi ha perduto
il giorno.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (3)
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EmiliaGuerra3 maggio 2013
molto apprezzata, specialmente per gli ultimi versi:" la notteè un labirinto di noia e di rispetto", penso che parole più indicate per chi soffra accanto ad una persona che non si accorge che esisti, e complimenti!
elena leica3 maggio 2013
Ogni verso ha il suo fascino. La chiusa mi è piaciuta moltissimo ''quel giorno'' perso... prende ali verso la speranza appesa nel quadro di stelle custodito dal cielo. Mi mancava la tua poesia come sempre unica per il suo stile raffinato ed intrigante. Molto apprezzata.
rita iacobone4 maggio 2013
Penetranti ed intense parole, colpiscono scuotono dentro, un po' intristiscono, ma sono splendide nel loro insieme.



