Venti secondi
c'è un uomo seduto sugli anni
sulla sera o per caso,
ha i polsi aridi
e silenzi che inciampano
profuma di sughero
di viola bagnato
con quel fascino triste
che non si può comprare
gesticola con gli occhi
per un ricordo trafitto,
un saluto bugiardo
o una mosca daltonica
colora i passi in semplicità,
con poche mani
una canzone nuova
e le cose belle d'una volta
rapisce i distratti
e chi si vede riflesso,
agli altri ringrazio
è un disturbo reciproco
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Commenti (1)
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poeta per te zaza14 maggio 2013
Venti secondi è il tempo che riserviamo al massimo per osservare di sfuggita la persona diversa da noi, perché vestita male o intenta a gesticolare, a porgersi in maniera strana, i silenzi che inciampano e il fascino triste che non si può comprare, perché ci costa caro, crediamo, offrirgli più attenzione.
