649 lettori online · 356.816 poesie · 7.573 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Gabriella Franchi
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Sociale 6 maggio 2013 · lettura 2 min · 1329 letture

Closchard

Gabriella Franchi 156 poesie pubblicate
+ Segui
Letto di cartoni colori opachi e smorti dall'ambrosia della notte bevuta in sorsi mossi a confonder l'ombre de' tuoi timori. Punti stellati riflettono negli occhi socchiusi di malinconie... Giunte dal mondo lontano ove nessuno può entrare. Un pover'uomo S'argenta di lune fra muti silenzi, e solitudini prische. Col giunger dell'albe nuove ti bacia la luce, carezze nel sole. In quel pigro risveglio tu sei come un gabbiano lontano dal mare... Su te soffia il vento benedicendo ogni respiro. Su quella panchina abiti laceri nascondono un corpo scarno e l'anima vuota vagabonda nel cuore; in cui anela uno spirito libero. Profumo malsano barba incolta scherno alla bellezza che fu. Buffi colombi son sentinelle prostrate al trono regale di miserie infinite... Fra briciole di pane s'agitano zampettando là... sulla Piazza del Carmine. "Eh intanto fatichi a guardare il nuovo giorno" mentre orecchi distratti odono di lontano il frastuono cittadino che ignora un Clochard. abbandonato al suo destino, come il monumento che adorna e sovrasta la piazza, al pari... d'alberi ossequiosi, che videro e udirono testimoniando la voluta povertà! Or... ora lenti passi scanditi da grossi scarponi... avanzi come un Clown, cogliendo la pochezza della vita, per quelle urgenti, e necessarie miserie. accanto, un fido amico... sguardi tristi verso l'infinito Sorridi tu dei giorni!... bellezze immani Sogni e speranze, che mai furono degni d'esser vissuti... Se non amati e gloriati dal tuo vagabondare.
♥ 0 💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gabriella Franchi

Non sono poeta, lo ero alle elementari quando scrivevo per il giornalino della scuola. Ricordare questo mi fa sorridere," perché allora avevo più talento!" proprio perché scrivevo mamma e papà mi regalarono la macchina da scrivere,"un segno del destino?" scrivo per diletto favole per bambini. Mi definisco sempre ac

Tutte le opere →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!