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Sociale 8 maggio 2013 · lettura 2 min · 2453 letture

Sete di giustizia (Giovanni Falcone)

Giovanni Chianese 702 poesie pubblicate
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Era un uomo di gran sete s’abbeverava di giustizia diceva che la mafia era un fatto umano e come tale avrebbe fine Sfidava più volte la morte nell’omertà del silenzio ma indietro non si voltava schivava occhi di codardi nemici Il suo motto era sconfiggere la mafia convinto e sicuro di potercela fare non sapeva mollare voleva ammanettare il mafioso potere Con coraggio e fiducia nel suo Stato di comando lavorava sodo in quel Palazzo covo di talpe e nemici Giustizia leale era la sua sapeva bene manovrare quel Pool d'antimafia lavorando fino a notte Protetto da uomini di coraggio scudo alla sua incolumità mascherava la paura con fierezza scongiurando di morire allo scoperto Era forte il desiderio per l'agognata legalità nella città dalla Cupola usurpata criminali senz'anima d'alto rango C'erano momenti di sconforto nell’apparente ritirata ma sapeva riemergere dalla trincea della morte Splendeva il sole nei suoi occhi era per uno Stato libero e forte ignaro era dell'imminente Strage con cinque quintali di tritolo Impossibile dimenticare quel boato della morte sulla strada di Capaci oggi sibilo assordante che ancora scuote rabbia dolore e cordoglio
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L'autore
Giovanni Chianese

Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na

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Commenti (1)

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M
Mariasilvia8 maggio 2013

Proprio fuori dal mondo gesti così...angoscia e dolore, sgomento e paura a che servono... E' questa la morte? Ricordare un passato glorioso, una lunga stagione di verità e coraggio. Aver quasi raggiunto un traguardo insperato, agognato, sognato! Si piange un distacco e la Sorte". Molto onore alla dedica e a questo splendido elogio.