Analisi di un giorno qualunque
Vorrei
non dover mettere su queste righe
il mio non scritto
arraffato di rabbia
che non tingesse di veleno la mia penna
vorrei non condire il mio non verso
di zenzero scaduto
vorrei non avere olfatto
per non sentire
il fetore stantio
che fanno le parole
quando si ripetono da sole
sopra alla firma infiocchettata
del latore impavido del giorno
è un gioco al collasso
questo tempo
si nutre di tensione
le regole sono escrementi
putrefatti insieme alle certezze
questo mondo virtuale
erode
il vero senso del pensiero
appiattisce la genialità della vita
il rapporto umano
è sempre più distante
la voce
zittita
s’acuta sulle dita
diventando riverbero di vizio
di violenza
e il debole diventa carnefice
e vittima.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Turan
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
