Bevendo rose asperse
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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E’ quell’abbandonarsi
umano alla natura
a far dei sensi intarsi
di sottigliezze fotografiche
Così il tocco alla rosa
derma e velluto
a trattenere il sale della notte
Così la spina è disarmata
del vezzoso raggiro
E petali le labbra, a respirare
il miele dei pistilli
acre dolcezza
da cambiar sesso e colore
alle mosche accanite
al filo di scirocco
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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Rosita Bottigliero11 maggio 2013
una descrizione vellutata della rosa che ne scopre i colori e l'essenza... apprezzata

