Mamma
Cappuccio Anna Maria
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Tu che un giorno mi negasti
le tue braccia
E volgendo il capo altrove
anche il tuo sorriso
voglio da lassù chinarmi e
sfiorarti lievemente con un bacio
il tuo bel viso. Tu che nel tumulto
dei pensieri hai fatto tuo
l’unico sbagliato togliendomi
in un attimo il respiro
ricordati per sempre...
che io da subito t’ho amata.
Con me perenne porto
quell’unica dolce carezza fatta
in un momento di pura debolezza
al tuo ventre dilatato e abitato.
Tu... che ogni giorno maledici
quella decisione in un attimo presa
con disattenzione e vorresti
come un film riavvolgere la tua vita
ascolta la mia voce nel tuo cuore... ferito
ci vedremo ancora e le tue sterili...
braccia potranno stringermi
sul tuo cuore. Tu... in eterno...
Sei e sarai la mia MAMMA.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Cappuccio Anna Maria
Sono nata, in un paesino di montagna "Perdifumo" che si affaccia sulla costiera Cilentana in provincia di Salerno. Provengo da una famiglia di umili contadini. Qui ho vissuto i primi anni dell'infanzia poi dal 1956 alla metà del 1960 mi sono trasferita da alcuni parenti a Mestre dove ho iniziato la scuola dell'obbl
Commenti (1)
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Alberto De Matteis12 maggio 2013
Bellissime, struggenti e toccanti parole di una figlia che, se pur ha avuto negato l'abbraccio materno, manifesta il suo affetto ed amore per lei che è e sarà in eterno la sua MAMMA. Lirica che entra dritta nel cuore del lettore.

