Tu che mi fosti amore

Come ti attraversarono
le primavere e gli autunni, quando ragazzina
scendevi correndo nell’argento degli olivi
all’antico borgo
sui tuoi capelli biondi si posavano
i cieli e le stelle
sopra le tue mani mai stanche, l’ombra dei melograni
voglio ricordarti così
madre
come non ti conobbi.
Il giorno per te non ebbe prora di nave
fosti fiaba semplice e profonda che avrebbe rivestito
di luce la carne.
L’impenetrabile muraglia che ci separa non piega
la vela dei sorrisi
(perdona, ora queste mie lacrime
che mi volesti sempre felice)
sospingono nel vento la notte alla notte, per cercarti
là
dove il passo è senza abbandoni
onde, onde fra le braccia dell’infinito, onde
con musiche senza eco nelle orecchie
tu
che abiti le mie ore, tu che mi fosti amore.
©
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
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