"Dispetto all'alba"
Stefano Drakul Canepa
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è l'orizzonte
d'acciaio e inascoltato buio
è il cielo scuro (D)
Qualche volta ricordavi i miei passi,
le nuvole dimenticate o appena morte
sui sogni malandati a mezzasera
e i respiri che il tempo aveva spento
Era un ritorno di nostalgia accennata,
una discordia disegnata per non ferire
mai le giornate del nuovo mondo,
un lembo tondo di una ferita accesa
Qualche volta cancellavi i miei cieli,
tutti i sentieri e i giacigli abbandonati
nei campi ancora da germogliare in due
o forse le ere senza una meta da rubare
Era un addio immerso nel silenzio,
un saluto senza una parola che nascesse,
sola, fra le dune di un deserto lieve
perché nulla poteva consolare il sole
Se non forse la luna, nelle attese nere,
Nelle notti che tendevano dispetto all'alba.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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EnzoL13 maggio 2013
Qualche volta ricordavi i miei passi, le nuvole dimenticate o appena morte sui sogni malandati a mezzasera e i respiri che il tempo aveva spento . che intensità! bella, molto bella!

