"Re Cremisi"
Stefano Drakul Canepa
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i lunghi inverni
e il sogno appena morto
di lieve notte (D)
Sarà il cielo pallido a segnare attese
e tu mi guarderai nel buio delle sere,
non chiederò pietra per i miei ricordi
né leggeri inganni a corrodere i deserti
Sarò il Re Cremisi degli infiniti sogni,
la nube e gli otto anni traditi per errore
da ogni lieve sorte naufragata al sole
e nata dal dolore di giorni senza vento
Sarà un nero cammino a vagar pretese,
i lunghi inverni svaniti dentro al fango
e tolti ai loro germogli sorti dalla terra.
Il tempo è una ferita che non torna
Sarò il Re Cremisi delle tarpate ali,
le lune e i temporali tramati nel silenzio
il grande gelo delle mattine trascinate
in un adagio lento di morte fra le spade
Sarò la tua follia di sguardo senza pena.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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nemesiel13 maggio 2013
Una sfida alla morte appaiono questi versi... sfida lanciata da un "ribelle" comunque... sia esso il re cremisi principe dei demoni o un illuminato monarca come Federico II... Il verso finale è un intenso, profondo, poetico "assurdo".
EnzoL14 maggio 2013
un atmosfera nera, cupa di cremisi ottimi versi densi e dirompenti con la naturale (ormai nota a me) bravura ed eleganza dell'autore. . grande penna


